Se oggi penso a Internet in Italia penso che l'indifferenza non sia più un'opzione.
Ad essere sincero non mi interessa parlare di questa Italia.
Mi interessa parlare dell'Italia che verrà.
Io amo l'Italia. Ma non questa Italia.
Se penso a questa Italia e alla Rete “oggi”, la prima immagine che mi viene in mente è quella di uno stagno digitale. Ed è per questo che non mi interessa parlare di politica che parla di web senza parole, non mi interessa parlare delle continue proposte – dirette e indirette - di censura della Rete degli ultimi 2 anni e non mi interessa parlare della maggior parte dei nostri media che sono ancora analogici.
Non mi interessa parlare di “questa” Italia.
Voglio concentrarmi sull'Italia che sta per arrivare.
E per intuire l'Italia che verrà bisogna pensare all'Italia che è stata.
Il Web non è altro che l'avvenire dei nostri ricordi.
E abbiamo dei gran bei ricordi no?
Guardiamo alle cose straordinarie che gli italiani sono riusciti a fare un po' in tutti i campi (siamo un popolo multitasking).
Dall'arte, alla cultura, alla musica, alla tecnologia, abbiamo contribuito a lasciare il segno ovunque.
Leonardo, Galileo, il Rinascimento, l'opera, la retromarcia (l'ha inventata il Vasari lo sapevate? Il mondo andava solo avanti e noi da classici italiani abbiamo detto “ma proviamo a andare un po' indietro...”), Cristoforo Colombo.
Ecco Colombo. Colombo è stato il primo hacker della storia.
Ha preso 3 barche alla rinfusa e senza neanche sapere bene dove sarebbe finito è andato a scoprire l'America.
Senza Colombo non ci sarebbe la Silicon Valley :)
Colombo era un navigatore della Rete, una rete oceanica.
Era curioso di superare i limiti. Un hacker puro.
L'Italia è un paese di hacker, ce l'abbiamo nel DNA, ricordiamocelo sempre.
E non è solo storia di secoli fa ma è storia recente. E' presente recente.
Se penso al mondo dei video e della musica penso che il padre dei formati Mpeg e Mp3 che hanno rivoluzionato il nostro modo di vedere e di ascoltare è italiano (Leonardo Chiariglione).
Chi è l'unico blogger al mondo che è riuscito a portare 500.000 persone in piazza con un blog? Americano? Francese? E' Beppe Grillo (si era già famoso prima ma in TV non va da 10 anni e le nuove generazioni non lo conoscono).
Oppure pensate al modello “open source”. Ha cambiato il modo di vedere lo sviluppo del software, è diventato un modello di gestione per le società, ecc.
Ecco il primo progetto di Hardware open source è italiano (sono i ragazzi di Arduino), avrà un impatto enorme perchè come dice Anderson “atoms are the new bits”.
Ma ovunque guardo vedo talento in Italia. Sentivo uno speech di Bill Gates al TED (la conferenza molto famosa dove ci sono tutti i cervelli del pianeta) sul tema dell'energia. Parlava di innovare verso lo zero (Innovating to zero). Produrre di più senza consumare.
Concetto straordinario. Peccato che qui in Italia c'è un signore (Francesco Cozzo) che lo dice da anni e che ha fatto una bicicletta normale senza motore con cui puoi pedalare senza sforzo.
Ti muovi all'infinito, non fai fatica e stai anche meglio! E la bici è solo un esempio perchè è un sistema che si applica all'uomo. Altro che innovating to zero. Ma non è Bill Gates e il mondo – per il momento – non sa della sua esistenza :(
Perchè allora se l'Italia ha questo potenziale ad oggi ancora nella mappa di Internet non esiste.
Dove è stata negli ultimi 20 anni? Dove siamo stati?
L'italia non fa parte della storia di Internet è “co-storia”. E' una comparsa della storia.
La storia la fanno altri, la fa la Silicon Valley. Noi non siamo inclusi nella storia.
Osserviamo e basta. (ps: io la voglio fare la storia non voglio essere solo uno spettatore, sono il solo?)
Perchè allora? Perchè l'Italia ha anzitutto un problema di comunicazione non di competenze.
Parliamo una lingua (bellissima) che però parliamo solo noi e 3 svizzeri :)
E quando facciamo qualcosa di grande non lo sa nessuno :(
Abbiamo grande creatività, idee ma anche quando facciamo grandi cose non siamo bravi a raccontarlo.
E' un peccato perchè le idee vanno e vengono mentre le storie restano. E le persone non ricordano per idee ma ricordano per storie. E purtroppo i fatti sono molto meno sexy delle storie.
Il problema dell'Italia non è a dire il vero neanche l'ignoranza.
Manca semmai un abilitatore della conoscenza (la “certificazione garantita della conoscenza”).
I ricercatori e gli imprenditori italiani che vanno all'estero lo dimostrano ogni volta. Non vanno all'estero perchè sono ignoranti ma perchè in Italia manca loro il “megafono” e manca “l'abilitatore della loro conoscenza” (qualcosa che certifichi l'autorevolezza del loro lavoro).
Un altro tema detto e stradetto è che ci manca l'ecosistema (investitori, tecnologia, networking) per fare una Google italiana. Purtroppo è vero.
Alcuni poi dicono che siamo pigri. E' un luogo comune ovviamente ma in ogni caso, come diceva Larry Wall (inventore del Perl) "la pigrizia è la prima dote del buon programmatore". Perchè pensi a tutti i modi possibili per far fare alla macchina quello che non vuoi fare tu.
Senz'altro abbiamo una visione creativa dell'efficienza anche perchè l'efficienza non è cercare di far fare di più a pochi ma pochissimo a pochissimi.
Infine dicono che non rispettiamo le regole che siamo un casino. Non ricordo chi diceva che l'Italia è l'unico paese al mondo dove nei cartelli c'è scritto “Assolutamente vietato”. Nel resto del mondo scrivono solo è “vietato”. Punto! Da noi serve sempre qualcosa in più...
Però nonostante questo io sono estremamente ottimista perché non c'è nulla di quello che in Italia non funziona che non possa essere sistemato da quello che in Italia funziona.
Anzi sono fermamente convinto che l'Italia possa essere il prossimo Cigno Nero del Web.
Dal libro di Taleb il cigno nero è quell'evento imprevedibile che cambia la storia.
L'italia è oggi l'imprevedibile (l'assolutamente imprevedibile) che però può diventare probabile.
E ricordiamoci che il successo di un'impresa umana è inversamente proporzionale alla sua prevedibilità.
Da chi pensate che arriveranno in futuro i veri cambiamenti? Da chi è già affermato? Da chi detiene i giacimenti di petrolio della Rete? Da sempre chi è in cima ha solo interesse alla staticità a mantenere le cose come stanno.
Il progresso invece nasce dall'insoddisfazione. I cambiamenti arrivano sempre da chi non ha niente da perdere perchè chi non ha niente da perdere ha tutto da cambiare.
E lo deve fare velocemente se vuole sopravvivere. Gli italiani sono sopravvissuti digitali. La specie più pericolosa. Perchè chi è sopravvissuto sa che può farcela.
Perchè sarebbe possibile questo cambiamento ora?
Per 3 motivi principali:
- POLITICA:
La situazione di oggi in Italia spinge le persone verso Internet.
Internet è la nuova politica perchè quando la politica non favorisce il cambiamento (parlo del sistema nel suo complesso) le persone cercano un nuovo conduttore. Un nuovo abilitatore. Internet è il nuovo conduttore. Paradossalmente chi lavora in Rete si unisce tanto di più quanto più questo viene reso difficile (in Iran o in Cina sono bravissimi online perchè se non lo diventano li prendono e li mettono in carcere! E' una selezione naturale). Noi siamo sopravvissuti digitali. - TESSUTO:
Siamo un paese che a volte ti sorprende.
Siamo un paese pieno di piccole e medie imprese (9 milioni di partite iva) in un momento storico dove ognuno deve diventare imprenditore di sé stesso.
L'Italia è il paese europeo che legge più news online di tutti.
L'Italia è il Paese che in Europa spende di più di tutti per il turismo online.
Abbiamo valore nel territorio che semplicemente non c'è in nessuna altra parte del mondo.
L'Italia è la nazione a detenere il maggior numero di siti inclusi nella lista dei patrimoni dell'umanità (44 siti) - CULTURA:
Pensiamoci bene, la cultura italiana è molto vicina alla vera identità della Rete.
Internet infatti non è il web.
Internet è l'identità, il web è solo il carattere.
L'identità di Internet sono le relazioni e l'Italia è una cultura basata sulle relazioni.
E poi oggi non servono più miliardi per partire. C'è il Cloud ad esempio. Server, banda possono essere accessibili a tutti, a costi minimi.
Quanto + grande è la capacità di immaginazione quanto più i mezzi per raggiungere un risultato possono essere piccoli.
E' in fondo il modello Craiglist. 30 persone fanno 50 milioni di utenti e 100 milioni di dollari di fatturato.
Allora chiediamoci: in Italia può nascere una “Google” italiana diciamo nei prossimi 5 anni (e ricordo che basterebbe quasi una solo Google per rilanciare l'economia del Paese)?
Secondo me si. Perchè siamo in un momento storico così particolare che può esplodere un nuovo rinascimento italiano – questa volta digitale -.
Dovremo imparare di più da quello che non abbiamo fatto che da quello che abbiamo fatto, ma paradossalmente l'Italia è oggi per la prima volta in tempo per entrare in un altro tempo.
Perchè oggi l'innovazione non è una trovata tecnologica, è una cultura. Perchè oggi la competizione online non è una competizione di codici è una competizione di cultura delle idee. Perchè oggi la produzione è facile ma sono le idee che sono difficili da trovare.
Idee e cultura. E non hanno prezzo.
E' vero, noi come popolo spesso non siamo orgogliosi del nostro paese ma siamo orgogliosi della nostra cultura.
E come diceva Benigni “l'Italia è un Paese dove prima è nata la cultura. Poi è nata la nazione”.