
2 minuti di considerazioni sulle imminenti elezioni politiche inglesi 2005 e Internet
(da Sky TG24 Pianeta Internet del 30 Aprile 2005).

2 minuti di considerazioni sulle imminenti elezioni politiche inglesi 2005 e Internet
(da Sky TG24 Pianeta Internet del 30 Aprile 2005).
Posted at 18:15 in Political web tools | Permalink | Comments (1) | TrackBack (0)
Dopo WebElections ho deciso di pubblicare uno strumento tecnico, operativo, per chi decide di fare politica online: "Political Web Tools".
Political Web Tools è una raccolta, la prima di questo genere, di political web tools; tecnologie, risorse web e strumenti multimediali che possono essere utili per fare politica attraverso Internet.
Lo scopo di questa guida gratuita, è di creare una raccolta di strumenti tecnici utili, accessibile a chi voglia fare politica online ed aperta a chiunque voglia contribuire.
Posted at 10:01 in Political web tools | Permalink | Comments (2)
Il ruolo di Internet sulle politiche 2004 - Riflessioni ante voto
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Quale ruolo avrà Internet sui risultati delle imminenti elezioni europee 2004?
La risposta più comune potrebbe essere: un ruolo marginale.
Marginalità di Internet?
Internet avrà un’influenza marginale sui risultati di queste elezioni europee e la riprova potrebbe essere data dal fatto che candidati i quali hanno ignorato il web saranno ugualmente eletti.
Le ragioni che possono portare a questa conclusione sono diverse.
I candidati hanno mostrato, nella maggior parte dei casi, una totale impreparazione internetica.
Forse non convinti del potere del web, forse profani della materia, forse mal consigliati; in ogni caso, tranne rare eccezioni, i candidati non hanno giocato la carta Internet per le proprie campagne, rifugiandosi nelle consuete attività offline.
In questo modo per “vederli all’opera” i cittadini li hanno dovuti seguire fuori dalla rete, nei comizi, negli appuntamenti televisivi e in tutti gli altri eventi canonici.
All’effetto marginale di Internet, alcuni sostengono, contribuisce il numero comunque ancora ridotto di navigatori (anche se si parla pur sempre di milioni di utenti, in continua crescita).
Poiché i candidati cercano consenso nelle masse, limitare la campagna a una nicchia di navigatori, non è apparso giustificabile.
Per altri candidati, più attenti al ruolo di Internet nella politica, è stato negativo constatare che negli Stati Uniti Dean, nonostante lo straordinario successo raccolto ondine, sia stato bocciato nelle elezioni reali.
Di conseguenza si è dedotto che se Internet non è stato in grado di spostare l'esito dei risultati americani, allora non avrebbe certo potuto compiere magie in Italia.
Infine vari pregiudizi sulla “bolla” di Internet, la sua presunta intangibilità e fumose idee su virus, hackers e ragazzini adolescenti che assiepano il web, hanno contribuito a emarginare la rete dalle campagne dei politici italiani.
Internet a impatto zero?
Internet, dunque ad impatto quasi zero? Internet marginale? Internet “forse si tra qualche anno”?
Facciamo un passo indietro ed analizziamo quanto è successo per il principale mezzo di comunicazione odierno, la televisione.
Nel 1956 Eisenhower fu eletto Presidente degli Stati Uniti.
Utilizzò la TV per la propria campagna? No.
La TV era un media nuovo ancora da esplorare e molti mostravano scetticismo riguardo alla sua potenzialità di diffusione.
A distanza di 50 anni c’è qualcuno che pensa che la televisione non sia fondamentale per vincere una campagna elettorale?
Lo stesso avviene oggi per Internet; se ne sminuisce il ruolo politico e l’impatto che – in realtà- già ha e che acquisirà sempre più.
Certo, non è paragonabile a un media affermato quale quello televisivo, ma già in queste politiche sono emersi aspetti interessanti che, anche se passati inosservati, saranno fondamentali per il futuro connubio con la politica.
Bastano 40 milioni di dollari?
Anzitutto una considerazione preliminare.
Internet è uno strumento… non esaustivo.
L’esempio di Dean, da molti portato come emblema di disfatta del connubio Internet & Politica, rappresenta al contrario un fulgido esempio del potere del web.
Il WWW ha trasformato uno sconosciuto in un front runner, ha fatto raccogliere 40 milioni di dollari e migliaia di supporters; cos’altro si può chiedere al web? Che autocompili le schede dei cittadini col voto giusto?!?
La differenza in un confronto politico la farà sempre il candidato.
Da broadcast a one to one
Con l’avvento di Internet la comunicazione politica non può più permettersi il lusso di essere di tipo broadcasting, ma deve adeguarsi a un modello partecipativo e interattivo.
Non è più immaginabile un candidato (o un politico) che parla a cittadini che si limitano ad ascoltare passivamente. La comunicazione è diventata diretta, partecipativa coinvolge gruppi di persone che vogliono partecipare dire la loro opinione sentirsi in qualche modo artefici della campagna. Non un comizio dunque, ma più una tavola rotonda.
Come già più volte accennato, i nuovo approccio politico dovrà prendere ispirazione dai modelli di sviluppo software open source, basati sulla condivisione e sulla decentralizzazione delle risorse.
Elogio della velocità
La velocità di comunicazione è cambiata.
Oggi il Governo ha inviato 50 milioni di sms per ricordare agli italiani di votare.
Lasciando da parte le considerazioni politiche della scelta, si tratta di un’iniziativa che offre molti spunti interessanti (è paragonabile a quanto accadrà tra qualche anno con tutti i cittadini dotati di email).
Con un click (più o meno) si possono raggiungere pressoché tutti gli elettori.
Con un click giusto li si può ben motivare e raccogliere voti ma con un click errato si può seminare dissenso e perdere terreno sugli avversari.
Se si inizia a usare la tecnologia per comunicare, allora bisogna essere pronti a cambiare anche velocità di risposta.
La risposta ad un’azione intrapresa o a una frase detta è richiesta subito.
La reazione di chi usa l’email, la telefonia (oggi mobile o fissa, domani VOIP integrata) e Internet, ad un caso come quello dell’invio bulk di sms, è quella di andare sul sito del mittente ed avere subito spiegazioni. Subito, non a mezzo fax o raccomandata.
Subito.
A mezzo email, chat (supporto live), instant messenger, blog, forum.
In altri termini con uno strumento che sia il più possibile immediato.
E ancora: il tipo di strumento da utilizzare varierà in continuazione col variare della tecnologia e col variare del target (i ragazzini di oggi usano di default l’instant messenger).
I politici si rendono conto di questo?
Linea di non ritorno
Internet, durante queste europee 2004, è stato usato male ed è stato poco sfruttato per le potenzialità che già offre.
Però è positivo che almeno i candidati ci abbiano provato!
I politici sono sbarcati sulla rete tracciando, inconsapevolmente, una linea di non ritorno.
In altri termini è stato fatto un importante paso avanti verso la digitalizzazione della politica Italiana.
Dalle prossime elezioni in avanti, per stare al passo con i tempi, non sarà più pensabile, ad esempio, non avere un sito Internet.
Questo di per sé comporterà una crescita di importanza del web e, come sa bene chi gestisce siti internet, due ulteriori conseguenze:
- l’impossibilità di tornare indietro;
- la difficoltà di nascondere i propri errori.
Una volta avviata una presenza su Internet questa richiede di essere continuamente aggiornata, seguita, modificata, corretta, editata se non la si vuole lasciare morire.
Pertanto, ad eccezione di siti che non raccolgono nemmeno un visitatore, una volta avviato un sito internet non si può tornare indietro.
Questo implica la non occultabilità delle proprie azioni.
Un sito può essere chiuso (e i navigatori ne saranno a conoscenza) ma in ogni caso il web manterrà traccia di quanto è successo.
Le pagine di cache di Google , ad esempio, conservano dati di siti scomparsi da tempo, così come affermazioni o articoli che perdurano anche dopo la fine dei siti ( e che spesso gli autori degli stessi sarebbero felici di far sparire…).
Dal momento in cui i politici iniziano ad usare Internet dovranno iniziare a gestirlo.
Solo per fare alcuni esempi, il formato dei documenti da pubblicare rivela informazioni (fino a poco tempo fa il sito del Presidente del Consiglio conteneva documenti in formato .doc che analizzati con Docscrubber evidenziavano molte informazioni nascoste); le pagine web danno indizi (codice html, commenti nel codice, note); il servizio whois rivela dati preziosi.
Outsiders digitali?
E per concludere proviamo a tentare una piccola previsione.
Ci saranno outsiders digitali per le europee 2004?
Candidati molto attivi su Internet, che però non si sono visti in TV o sentiti in Radio, in grado di essere eletti?
Alcune sorprese potrebbero, a mio parere, arrivare dai Verdi o dai Radicali.
Tra questi, infatti, alcuni esponenti nonostante abbiano avuto pochissimo (o nessun) spazio in radio e TV, hanno però goduto di buona popolarità in rete.
Se anche solo un 10% dei partecipanti alle comunità on line, create da questi candidati, voterà, allora potremo assistere ai primi cybereletti della storia politica italiana.
Posted at 22:59 in Political web tools | Permalink | Comments (0)
Che cosa fanno, che cosa non fanno e che cosa potrebbero fare i siti politici italiani
Le imminenti elezioni Europee, in parallelo con quelle Americane, offrono il pretesto per svolgere un’analisi tecnica dei principali siti internet politici (sia di candidati sia di gruppi politici).
Dando per scontata la presenza di un sito (anche se in molti casi non è stato trovato un sito di riferimento del candidato) e lasciando da parte aspetti di base come il layout grafico/strutturale dei siti (alcuni sono molto attraenti e ben fatti, altri meno) o la scelta tecnica (architettura, linguaggio, database scelto, tipo di web server, ecc.), l’attenzione è stata focalizzata sugli strumenti web utilizzati per raccogliere consenso.
Alcune domande a cui vuole rispondere questa analisi
Come e con quali web tools i politici italiani stanno cercando di vincere le elezioni?
Come i politici usano il web per raccogliere voti?
Che cosa fanno, che cosa non fanno e che cosa potrebbero fare?
Argomenti trattati
- Strumenti di community classici: Forum e Blog
- Nuovi strumenti di Community
- Innovazione
- Peer to Peer politico
- Google Adwords
- Open source e Debug politico
- Alcune considerazioni a ruota libera
Premessa
L’analisi, ovviamente non esaustiva, si è limitata ad un campione di siti* rilevabili nelle prime 10 pagine di Google con varie keywords**; un campione pertanto ridotto, ma assai significativo di quello che l’utente italiano trova oggi in internet quando cerca informazioni sulle Europee 2004.
Sono state adottate alcune classificazioni, al solo scopo di ordinare gli argomenti; il Web è oggi, infatti, una continua commistione di elementi diversi, un melting pot tecnologico che ogni giorno integra applicazioni un tempo distinte, rendendo nei fatti sempre più difficile distinguere tra blog e forum, tra wiki e social networking, e via dicendo.
Strumenti di community classici: Forum e Blog
Un sito che oggi vuole dialogare con gli utenti, ha 2 strumenti principe, che si usano di default: forum e blog.
Per quanto si mischino sempre più, sono strumenti che servono a parlare con gli utenti e a far parlare gli utenti tra di loro.
Alcune piattaforme sono decisamente evolute (pensiamo all’ultima piattaforma di community di Infopop, Eve; oppure a Typepad, Movabletype nel blogging) e permettono di instaurare con i visitatori un continuo scambio, estremamente “emozionante”.
I visitatori sono in questo modo protagonisti, creano loro stessi i contenuti del sito, arrichendolo con le proprie esperienze, assumendo ruoli di prestigio all’interno della community (ci sono “posters” leggendari che hanno all’attivo decine di migliaia di messaggi su particolari forum, ai quali i partecipanti riconoscono un ruolo importante e carismatico).
Nei siti politici analizzati manca invece, completamente, un approccio coinvolgente, e l’utilizzo di Forum e Blog è davvero minimo.
In alcuni casi esistono blog o forum di discussione anche molto visitati (http://www.margheritaonline.it/forums/index.php, http://www.ulivo.it/forums/, Alleanza nazionale http://213.203.143.185/forum02/), ma si tratta di aree defilate, prive di caratterizzazione personale, una sorta di sfogo per i navigatori, un momento marginale.
In alcuni casi il limite può anche essere tecnico; sono usate spesso piattaforme sviluppate in casa– magari tecnicamente valide ma -, prive delle features presenti nei pacchetti più diffusi al mondo, quali ad esempio vBullettin, Invisionboard, Infopop, ecc.
Avete mai pensato quanto incide sull’utilizzo di un forum la possibilità di usare un proprio avatar personalizzato o degli smilies ?
La possibilità in altri termini, di creare una proprià identità virtuale, magari molto più elevata di quella reale?
Ma il problema principale resta la scarsa importanza attribuita a questi strumenti.
E in ogni caso, non è sufficiente aggiungere un forum o un blog al proprio sito per renderlo coinvolgente.
Sono strumenti che poi vanno gestiti, fatti vivere, aggiornati, diffusi.
Tutti gli strumenti di community presuppongono dunque, una community, oppure muoiono nel giro di poco tempo.
Esistono, per fortuna, esempi di blog / forum coinvolgenti (un esempio è quello di Giuseppe Caravita ), magari criticabili sotto l’aspetto grafico o organizzativo della gestione dei dati, ma hanno il vantaggio di essere vivi, di comunicare apertamente con il visitatore renderlo partecipe e, in definitiva, raccoglierne il consenso.
Nuovi strumenti di Community? No grazie
Nell’analisi relativa ai siti dei 2 candidati Americani, è apparso evidente l’utilizzo massiccio di ogni web tool capace di convincimento e di aggregazione.
Centralità del blog, ma anche Social Networking, Gruppi e facilità di passare dal virtuale al reale (Meetup nel caso di Kerry).
Nessuno dei siti Italiani che ho avuto modo di visitare è dotato di questi strumenti.
Anche in questo caso il motivo dell’arretratezza se da un lato è tecnico (in Italia ancora in pochi conoscono il social networking ed ancora meno lo usano; lo stesso dicasi per Meetup) dall’altro lato è ricollegabile ad una classe politica italiana decisamente poco internetica.
Strumenti come il social networking sono ormai in circolazione da circa 2 anni e non individuarne le potenzialità, proprio in un settore che richiede il coinvolgimento di sostenitori, è davvero una grave mancanza.
Innovazione? No, no grazie
Perché nessun politico o aspirante candidato ha provato ad investire nella creazione di qualcosa di nuovo, di diverso?
Qualcosa in grado di differenziarlo chiaramente, su Internet, dagli altri candidati?
La scelta avrebbe potuto essere sia tecnica (ideazione di una tecnologia nuova per dialogare meglio con gli utenti) sia di marketing.
Un idea tecnica?
Social networking georeferenziato: perché non raggiungere gli elettori con un sms ogni volta che il candidato si trova in zona?
Uno strumento in grado di creare un’aspettativa; “il proprio candidato potrebbe passarti vicino quando meno te l’aspetti e avrai l’occasione di conoscerlo”.
Senza voler investire in tecnologia, i siti politici avrebbero potuto almeno concentrarsi su web tools in grado di coinvolgere gli utenti, di creare un caso di cui parlare con i propri conoscenti.
Usare cioè la tecnologia web in modo strumentale per una strategia di marketing.
Gli strumenti esistono e il limite è la fantasia: si può pensare a un advergame (ce ne fu uno simpatico su bush che attirò decine di migliaia di navigatori); ai wiki, creare siti modificabili dagli utenti; oppure ancora a un blog rounding (organizzare delle interviste ai candidati rilasciate su diversi blog; un girotondo di blog in blog).
Al contrario i siti politici si assomigliano, tristemente, tra loro e non lasciano al navigatore un motivo per ricordarli, per affezionarcisi, per voler tornare a visitarli.
Peer to Peer politico
Tanto è stato demonizzato il File sharing, lo scambio di file via internet, da non essere stato considerato come strumento utilizzabile in politica.
In realtà come sappiamo il File Sharing è solo una tecnologia che permette di superare molti limiti.
Per una campagna elettorale potrebbe essere impiegata in moltissimi modi.
Perché non rendere disponibili i filmati dei politici sulle reti peer to peer?
Perché devo vedere a fatica un videomessaggio, nonostante un ADSL, quando potrei scaricarlo da un circuito p2p e vederlo con calma?
Perché devo vedere il messaggio di Di Pietro, sgranato e a bassa risoluzione, quando potrei vederlo via file sharing?
Pensiamo alle notizie, ai programmi elettorali; perché non immetterli nei network per farli condividere, migliorare, commentare, criticare?
Oppure ancora, un documentario in stile Micheal Moore su concorrenti od altri partiti potrebbe circolare istantaneamente sulle reti p2p raggiungendo un numero inimmaginabile degli utenti.
Politica e P2P sono ancora lontani anni luce, ma è solo questione di tempo.
Google Adwords
Oggi lo strumento di Google, rappresenta un’arma micidiale per ogni campagna sul web.
Ne esistono altri di ottima qualità (es. Overture), ma in considerazione della posizione dominante di Google nel settore dei motori di ricerca, Adwords rappresenta a mio parere la scelta da cui partire per ogni campagna su Internet.
Alcuni siti politici ne hanno fatto saggiamente uso (ne ho rilevati 8/10 a secondo della keyword utilizzata, tra cui www.alessandrocecchipaone.it, www.chiaraparente.it, www.turchi.com, www.votasusanna.it, www.latuaopinione.it, www.socialisti.com, http://www.pietrofazzi.it/).
Ma si tratta di un numero a mio parere incredibilmente basso, in considerazione della potenza dello strumento e dei benefici qualità/prezzo.
Al riguarda si segnala che alcuni candidati fanno uso di inverse keywording (cioè se digito il nome di un candidato concorrente viene visualizzato il proprio box di adwords); si tratta di una pratica per la quale Google sta avendo problemi legali, ad esempio in Francia, per quanto riguarda i brand aziendali.
E’ possibile farne uso in una campagna politica?
Open source e Debug politico
L’esperienza americana sta insegnando che i programmi elettorali nascono con gli elettori, intesi come parte attiva del processo, e non “per” gli elettori.
E’ un concetto che è stato ribadito spesso a proposito di tecnologie e software, ma che a mio parere, si applica perfettamente in politica.
I politici del futuro (ma già quelli del presente!) dovranno diventare sempre più open source; condividere lo sviluppo dei propri programmi elettorali e delle proprie attività con gli elettori.
Approfittare del “debug” giornaliero effettuato da un vasto numero di sostenitori, per affinare le proprie tesi, mantenere aggiornate le proprie argomentazioni, diffondere sempre più rapidamente
In altri termini: lavora meglio una rete di 30 persone o un network di 60.000 sostenitori, capaci di segnalare novità, lanciare allarmi e svolgere tutto quanto serve per vincere una campagna, 24 ore su 24 in tutta Italia?
Internet offre questa possibilità.
Alcune considerazioni a ruota libera
La gestione delle richieste viene effettuate, nel 90% dei casi, via email anzichè tramite strumenti di CRM; come sarà possibile poi organizzare e gestire le richieste via email se non sono organizzate in un database?
Spesso i siti dei candidati sono semplici pagine html, come si usavano anni fa, anziché essere scritte in linguaggi dinamici (ASP, .NET, PHP, Java). Questo incide sulla velocità di pubblicazione delle notizie (ogni aggiornamento richiede infatti un collegamento via ftp per fare l’update della pagina) e sulla delocalizzazione degli interventi inseribili nel sito (un semplice sistema di CMS offre un sistema di publishing accessibile via internet, da utenti diversi, ognuno con le proprie permission; pertanto il politico stesso, può collegarsi da qualunque luogo ed aggiornare il sito usando solo un browser).
Puzzle di immagini, pagine scritte fitte, qualche video che compare all’improvviso senza preavviso, cliccando su un link affogato nel sito, sondaggi abbozzati ma solo per dare un’idea di voler coinvolgere i visitatori.
In alcuni casi è possibile scaricare uno screensaver, volantini, pieghevoli, miniposter, wall paper; ma perché un utente dovrebbe attaccarsi in camera il poster di un politico? Perché dovrebbe inviare una cartolina virtuale per appoggiare un candidato? Se non si crea a monte un community feeling, questi strumenti sono totalmente inutili e anzi rischiano di rendere poco credibile l’azione del politico.
Conclusioni:
I siti politici valutati hanno un approccio verso i navigatori decisamente primordiale.
Molti i siti vetrina, diversi i portali con uno stile che ricorda i portali generalisti di 5 anni fa.
Un linguaggio web prima maniera, con menu di navigazione molto classici e scontati.
Ma soprattutto un approccio monodirezionale, sorprendentemente banale, che non sfrutta minimamente le potenzialità di Internet e non interagisce con i visitatori.
Il candidato illustra il proprio programma, elenca le proprie ragioni e referenze in lunghe pagine html, offre
all’utente una bella foto (non sempre), qualche gadget (screensaver, wallpaper, volantini, ecc.), rende disponibile dei filmati, una email o un web form per scrivere e…
E basta.
Manca completamente un approccio coinvolgente nonchè l’utilizzo dei più comuni strumenti di community che il web offre oggi.
In alcuni casi esistono blog o forum di discussione anche molto visitati, ma si tratta di aree defilate, prive di caratterizzazione personale, una sorta di sfogo per i navigatori, un momento marginale.
Infine la sensazione è che manchi, o sia quantomeno secondaria, una strategia politica su Internet.
Una strategia che integri Internet dall’inizio nella campagna.
Considerando che molti candidati sono seguiti da importanti agenzie di comunicazione e di PR, che ben conoscono il Web, significa che oggi non è dato (o non si vuol dare) alla rete un ruolo rilevante.
L’esperienza americana, dimostra invece che Internet, per quanto non sia sostitutivo rispetto ai media tradizionali, già è - e diventerà inevitabilmente- uno strumento essenziale, centrale, per ogni campagna politica.
In un futuro molto prossimo, Internet, grazie agli strumenti sempre più evoluti di unione tra mondo virtuale e mondo reale, contribuirà in maniera significativa a portare alla vittoria i politici che meglio lo sapranno utilizzare.
*Alcuni dei siti esaminati (è indicato solo il dominio principale e non gli eventuali sotto domini):
http://www.alessandrocecchipaone.it
http://www.chiaraparente.it
http://www.turchi.com
http://www.votasusanna.it
http://www.latuaopinione.it
http://www.socialisti.com
http://www.pietrofazzi.it/
http://www.margheritaonline.it/
http://www.unitinellulivo.it/
http://www.forza-italia.it/
http://www.rifondazione.it/hp/index.html
http://www.ecquologia.it/
http://www.democraticidisinistra.it/
http://www.giacomosantini.com/
http://www.alleanzanazionale.it/
http://www.giovanicomunisti.it/
http://www.clarissaburt.com/europee/
http://www.liberaliperlitalia.it/
http://www.antoniodipietro.it/
http://www.carlogiovanardi.it/
http://www.ulivo.it
http://www.pierluigibersani.it/
http://www.luigicocilovo.com/
http://www.francescopaola.com/
http://www.paratge.it/
http://blogs.it/0100206/
http://www.guidopodesta.it/
http://www.tanadezulueta.it/
http://www.leganord.org
http://www.rangheri.org/
http://www.roserosse.da.ru/
http://www.socialisti.org/
http://www.margheritaonline.it/
**Alcune keywords utilizzate su Google:
elezioni europee
candidati europee
votare elezioni europee
elezioni 2004
candidati attori elezioni
Posted at 17:47 in Political web tools | Permalink | Comments (5)
Flash sui nuovi strumenti web usati dai politici americani per vincere le elezioni
di Marco Montemagno
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Bush http://www.georgewbush.com/ e Kerry http://www.johnkerry.com/ stanno conducendo la propria campagna elettorale facendo un uso senza precedenti di tutti i nuovi strumenti (web tools) presenti in rete.
Lasciando perdere gli strumenti web più scontati e già da tempo utilizzati (quali ad esempio, forum, sistemi di publishing di news, newsletter, video, banner, gadgets, donazioni, ecommerce, ecc) analizziamo tecnicamente i nuovi strumenti web utilizzati.
Blog
Mai come oggi il blog è diventato un insostituibile strumento di battaglia elettorale.
Entrambi i candidati hanno un proprio blog http://www.georgewbush.com/blog/ , http://www.johnkerry.com/, costantemente aggiornato, ricco di link, possibilità di "sindacare" i contenuti (= tenersi aggiornati sui contenuti senza dover tornare sul sito), creare "news feed" sul proprio sito (= inserire sul proprio sito/blog un piccolo "banner" con le ultime notizie della campagna) e più in generale tutte le funzioni proprie dei più noti motori di blogging.
Per entrambi i blog ricoprono un'importanza fondamentale per la riuscita della campagna, come ben spiega Peter Daou (editor dello sfidante) "bloggers and online activists are writing new rules for political activism and communications, and have become an invaluable source for research on a wide array of topics.".
Il Blog non è più uno strumento marginale, un semplice diario dove annotare appunti personali, ma è diventato "lo" strumento di comunicazione privilegiato per comunicare con i cittadini.
Volendo sottolineare una differenza di impostazione tra i 2 blog si nota che mentre il blog di Kerry è aperto ai commenti dei visitatori (e ne ovviamente pieno), molto vasto e ricco di sottoblog, al contrario il blog di Bush appare unidirezionale (una sorta di diario senza possibilità di risposta/commento diretto) e decisamente meno articolato.
Nuovi Community Tools (Kerry)
Per vincere un'elezione è fondamentale, aggregare, coinvolgere e fidelizzare comunità di persone intorno ai propri ideali.
Gli strumenti web usati sino ad oggi sono stati:
- invio di segnalazioni via email (ora sostituiti da sistemi più evoluti di helpdesk)
- forum
- newsletter
- "segnala a un amico"
- altro (ad esempio download di gadget da diffondere)
In aggiunta Kerry, sull'onda del successo riscosso on line dalla rivoluzionaria web campagna di Howard Dean ha introdotto 2 nuovi importanti strumenti:
- sistemi di aggregazione tramite social networking e gruppi
- meetup
Social networking e Gruppi
"Sites like Friendster (www.friendster.com) Tribe (www.tribe.net) and Ryze (www.ryze.com) are great places to reach out and build your network of supporters for John Kerry".
Questo è quanto afferma lo stesso Kerry sul proprio sito.
Certo, solo pochi mesi fa sarebbe stato impossibile immaginare che un sito come Friendster, nato dalla pigrizia di Jonathan Abrams, fosse in grado non solo di raccogliere più di 4 milioni di utenti (..e oltre 13 milioni di dollari da parte dei Venture Capitalist, nel solo 2003) ma addirittura diventare strumento di riferimento per vincere una campagna elettorale !
Oggi invece il social networking, quindi la possibilità di creare on line gruppi/reti di amicizie/contatti è diventato uno strumento fondamentale del web (pur con le perplessità e i punti deboli che lo caraterizzano).
Il social networking offre a Kerry l'impareggiabile vantaggio di:
- diffondersi viralmente (
il meccanismo stesso del social networking richiede, per funzionare, che gli utenti invitino i propri amici);
- diffondersi ad una velocità sino ad oggi impensabile;
- creare una base di sostenitori potenzialmente illimitata (fino ai confini del web!).
Oltre ad incitare i propri supporters a creare network online, Kerry fa riferimento nel proprio sito
ad un altro strumento (questa volta tutt'altro che recente): i Gruppi (in particolare MSN o Yahoo).
In questo caso il messaggio agli elettori è "se non vuoi fare social networking o non ti appaga inserire un semplice post in un forum, allora partecipa a un gruppo; puoi anche creane uno nuovo per supportare il tuo candidato".
Meetup
Ulteriore strumento utilizzato dal concorrente è Meetup, sito che sino al gennaio 2003 era pressochè sconosciuto ma che con l'avvento di Dean (che ha iniziato ad utilizzarlo praticamente) è salito agli onori della cronaca.
Meetup è un servizio gratuito, che permette - tramite Internet - di organizzare incontri ("meeting) nella vita reale, in qualunque posto e su qualunque argomento.
Di per sè Meetup non è un'idea nuova nè particolarmente originale (basti pensare, senza andare troppo indietro con gli anni, che nel maggio 2001 un ragazzino olandese si organizzò un giro del mondo gestendo i propri incontri e spostamenti tramite Internet).
Certo è che uno strumento di questo tipo si presta perfettamente ad essere utilizzato in politica dove si fa pressante la necessità di organizzare continuamente incontri in posti diversi.
Scelte tecniche: WinBush vs OpenKerry
I due candidati hanno operato scelte diametralmente opposte per quanto riguarda la propria piattaforma tecnologica.
Infatti risulta che Bush ha scelto di ubicare il proprio main site su una macchina
Windows, mentre Kerry ha optato per un sistema operativo Linux con web server Apache.
A prescindere dalla valutazione tecnica della scelta, è interessante notare come, in generale, mentre il sito di Bush utilizza strumenti unidirezionali e trasmette una certa "chiusura", il sito di Kerry ha al contrario un approccio quasi di tipo "open source", basato sulla trasparente condivisione delle informazioni con i propri elettori, libertà di commento, molteplicità di scelta (di strumenti da utilizzare).
Questo differenza suggerisce numerosi spunti di riflessione (La tecnologia scelta influenza la campagna politica? Il mondo open source mette a disposizione strumenti per le campagne politiche che i sistemi proprietari non hanno nativamente?), che però mi riprometto di approfondire con calma in altra sede :)
Considerazioni conclusive
Il 2004 sarà a mio parere ricordato come l'anno della svolta per Internet e politica.
I nuovi strumenti di community disponibili on line, sempre più interattivi e sofisticati, diventeranno lo standard per ogni futura campagna (insieme ai nuovi tool che saranno sicuramente sviluppati).
Entrando nel merito dei siti di Bush e Kerry si notano le seguenti caratteristiche:
1) I 2 siti pur con caratteristiche e approcci differenti sono estremamente curati (sotto molteplici profili) e denotano (come è logico aspettarsi per una presidenziale Americana) investimenti notevoli, sia in termini di tecnologia che di risorse dedicate
2) Entrambi i siti mostrano una notevole apertura verso gli utenti e cercano di coinvolgerli (sia on line sia off line) con ogni strumento a disposizione
3) Mentre il sito di Bush utilizza strumenti unidirezionali, il sito di Kerry ha al contrario un approccio quasi di tipo "open source", basato sulla condivisione delle informazioni con i propri elettori volta a creare network sempre più allargati e strutturati.
Posted at 20:23 in Political web tools | Permalink | Comments (2)