Quale sarà l'evoluzione del file sharing?
L’avvento del Social sharing e dei file networkers.
Il P2P oggi
La situazione attuale del file sharing ha ormai delineato in modo chiaro 3 categorie di protagonisti:
Major (Associazioni di categoria)
Utenti
Software house (imprenditori IT)
Major e Associazioni
Le Major e le Associazioni di categoria si stanno battendo per difendere i propri interessi economici (e quelli dei propri artisti).
Poiché l’utilizzo dei più diffusi software P2P avviene in prevalenza per scambiare file (in linea di massima, musica), coperti da diritto d’autore, si stanno mettendo in atto tutte le misure che possono arginare il fenomeno.
I principali strumenti adottati dalle Major e dalle Associazioni di categoria sono:
- cause agli utenti che scaricano: per educarli e spaventarli
- cause a produttori di software di file sharing: ad esempio a Kazaa produttore del noto client di file sharing;
- cause a produttori di software pericoloso: 381 Studios produttore di uno dei tanti software per duplicare DVD
- DRM: adozione di sistemi di protezione dei propri contenuti
- Juke box on line: creazione di siti da cui scaricare o attraverso i quali scambiare legalmente (e a pagamento) musica (Napster, Od2, ecc.)
- lobbing: iniziative per far adottare ai Governi normative repressive
- varie: iniziative per educare gli utenti; reports e statistiche per dimostrare la criticità del fenomeno; ecc.
Utenti
Un coro di contestazioni e polemiche sono arrivati dagli utenti di tutto il mondo.
Associazioni prestigiose come EFF, professori di Harvard, siti, testate giornalistiche, esperti, politici ma soprattutto i singoli utenti del pianeta, hanno proclamato la propria volontà di usare il file sharing.
Liberamente. Senza costrizioni.
Una volontà così forte non si era mai vista sulla rete, per lo meno quella italiana, e rappresenta uno spunto di riflessione molto interessante per cercare di capire quali siano i reali bisogni che il P2P ha colmato.
Software house
In parallelo numerose realtà (prevalentemente software house) sono entrate nel business del p2p, sviluppando sistemi di protezione e controllo (a parte Microsoft, per il DRM si pensi a BayTSP, Macrovision e SunnComm International,
Loudeye), con tecnologie di DRM sempre più evolute (sul DRM si veda ad esempio http://www.drmwatch.com/).
Anche le Università, da sempre terreno fertile per gli swappers, stanno contribuendo alla creazione e al beta testing delle tecnologie relative al P2P (ad esempio Tulsa University, e Florida University) .
Chi vede nel P2P una killer app sta realizzando applicazioni che permettono ad esempio di telefonare da PC a PC o da PC a fisso (è l’esempio del già più volte citato Skype che di recente offre anche il nuovo servizio Skypeout).
Altre software house stanno invece puntando al “servizio di monitoraggio e analisi”; è il caso di Big Champagne, concentrata sulle ricerche di mercato dei “world’s most popular "download" communities, file sharing networks”.
Più in generale si assiste a un battaglione di software house che punta sul P2P come tecnologia all’avanguardia su cui costruire i propri prodotti.
In pratica, considerando le rete di file sharing non arrestabili, diventa utile avere dati precisi sulla diffusione / popolarità dei brani all’interno di queste ed ecco che un servizio come quello offerto da Big Champagne diventa molto appetibile.
Ma dove sta andando Internet ?
I temi proposti alla recente Supernova conference di Santa Clara, punto di ritrovo di alcuni dei più importanti esperti IT mondiali, sono stati:
Voice over IP
Social networking
Web services
WiFi and unlicensed wireless
Blogging and syndication
Broadband applications
Next-generation email
Grid computing
Digital identity
Collaboration tools
Digital content distribution
Tra questi un ruolo fondamentale l’hanno giocato gli strumenti di social networking e quelli di comunicazione (blog/syndication via RSS).
A chi vive sul web, è ormai chiaro da tempo che il business di Internet 2.0 sarà imperniato sulla condivisione, sul networking e sull’istantaneità.
Che si tratti di Business networking (LinkedIn) dove si condividono contatti lavorativi, di social networking (condivisione di contatti personali, es. Friendster), di condivisione di codice (sistemi open source), di condivisione di foto (Flikr, Picara), di radio blog (www.radioblogclub.com *) o di network lavorativi (es. Socialtext), si sta comunque sempre parlando di CONDIVISIONE.
Condividere “qualcosa” all’interno di un network composto da “qualcuno”.
La condivisione avviene all’interno di trusted network , ossia network di persone di cui ci si può fidare, riguarda la persona nella sua interezza (i suoi dati, i suoi contatti, la sua autorevolezza e la sua identità), può avvenire in qualunque momento e in qualunque posto.
L’utilizzo di trusted network è visto anche come utile rimedio rispetto a pratiche tipo spam che stanno lentamente intasando la rete rendendo sempre più inutilizzabili alcune fondamentali applicazioni (ad esempio l’email).
In aggiunta le tecnologie che si andranno ad affermare saranno caratterizzate dall’instantaneità delle stesse, dalla comodità nel reperire informazioni e dalla loro facilità di replicazione/diffusione.
Un ottimo esempio al riguardo sono i feeds RSS.
RSS (per i più, Really Simple Syndication) è uno strumento semplice ma rivoluzionario che viene normalmente utilizzato per sindacare le notizie di un blog o di un sito, ma che in realtà è in grado di tenere aggiornato l’utente ogni volta che si verifica un cambiamento sul web (che sia per il debug di un software, lo sviluppo di un progetto curato da più persone e quant’altro sia immaginabile in materia di collaborazione!).
RSS sta cambiando radicalmente la fruizione dei contenuti sul web; permette di essere aggiornato quando un sito viene modificato, offre privacy (non occorre iscriversi a una mailing list e lasciare la propria email) e non dà luogo a spamming (è chi gestisce il sito a inserire le notizie).
Internet 2.0 è sempre più interconnesso ed organizzato con applicazioni che uniscono funzionalità di Istant Messenging e RSS reader (es. Gush), VOIP + IM (ancora Skype), VOIP+IM+CHAT+ Screen-Sharing+ (è il caso ad esempio di Convoq con la sua applicazione ASAP).
Il tutto delocalizzato e raggiungibile da qualunque posto con qualunque device.
Un esempio interessante, in questo senso è il Mesh networking / mesh mobile, (ad esempio Packethop), sistema che permette di ottimizzare le reti wireless per creare reti P2P in grado di unire oggetti di trasmissione diversi tra di loro (cellulari, pc, portatili..devices in generale).
Una connettività totale dunque.
Uno scambio totale dunque.
Una totale condivisione.
Il P2P del futuro: dal p2p al PnetP
La musica e il cinema hanno pertanto dinanzi, al pari di tutti gli altri settori, un futuro altamente interconnesso, fatto di network sociali, comunicazioni istantanee multi dimensionali, delocalizzate, multi piattaforma.
Un futuro condiviso.
Il primo passaggio inevitabile sarà quello dal file sharing al social sharing, vale a dire un contesto in cui lo scambio di dati comprenderà centinaia di altre tipologie di scambio (contatti, bookmarks, dati lavorativi, ecc.).
Nel social sharing non sarà più immaginabile limitare la condivisione di dati, audio o video, annegati come saranno all’interno di altri dati e macro strutture di dati.
Non sarà più possibile controllarne lo scambio in un ambiente fatto di miliardi di scambi al minuto ovunque e di qualunque tipo (con tecnologie di mesh networking e similari).
Non sarà realizzabile un monitoraggio del flusso dei dati perché non esisterà più solamente la rete da controllare ma qualunque strumento digitale sarà la rete e parte della rete allo stesso tempo.
Il P2P migrerà dunque verso una forma di PnetP, dove si integrerà all’interno di condivisioni di dati più ampie e all’interno di network sociali sempre più strutturati.
Anche il business musicale e cinematografico si sposteranno dal prodotto al servizio, com’è successo per altre categorie di prodotti digitalizzati.
Saranno introdotte nuove tipologie di licenza, in gran parte mutuate dal software; si produrrà normalmente musica con licenza GPL o sotto Creative Commons come oggi lo si fa per altri contenuti.
La vendita di brani musicali on line come la conosciamo oggi sparirà, i tentativi di erogazione in modalità ASP (musica / film in affitto), le tecnologie di DRM e “try and buy” falliranno (a differenza del software, la musica non ha bisogno di essere installata nell’orecchio dell’ascoltatore!).
Emergerà una nuova figura, quella dei file networkers.
I file networkers saranno tutte le persone in grado di creare social network - ad esempio - musicali, costituiti da migliaia di contatti e connections.
Il numero ma soprattutto la qualità dei contatti individuerà la gerarchia dei file networkers.
Ogni file networker diventerà il riferimento musicale, il suggeritore esperto; la guida insosituibile per districarsi tra gli infiniti contenuti disponibili.
Accaparrarsi i migliori file networkers sarà la sfida del mercato del PnetP di domani; quelli che sono oggi gli swappers più temuti diventeranno i protagonisti più ricercati dalle Major.
Quanti file sei in grado di scambiare? Con chi ? Di che qualità? Con quale velocità?
Le informazioni che oggi individuano un “criminale” domani individueranno i “go to guy”.
Ecco che allora creare vasti ed autorevoli social network artistici, attraverso cui veicolare i propri lavori, sarà una delle principali sfide che gli Artisti e le Major dovranno affrontare.
*Grazie a Gaia Scorza Barcellona per la segnalazione.